
12 Feb DVR: Guida Pratica
Cos’è il DVR e a cosa serve?
Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) è un documento obbligatorio per tutte le aziende con almeno un dipendente e serve a individuare, analizzare e prevenire i rischi legati alla salute e sicurezza sul lavoro. Questo documento è regolamentato dal Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs. 81/2008), che prevede sanzioni severe per chi non rispetta l’obbligo di redazione.
Il DVR consente di:
- Identificare i pericoli presenti sul luogo di lavoro;
- Valutare il rischio associato a ogni pericolo;
- Definire le misure di prevenzione e protezione necessarie;
- Migliorare la sicurezza e la salute dei lavoratori.
Chi redige il DVR?
La responsabilità della redazione del DVR ricade sul Datore di Lavoro, che non può delegare questa attività. Tuttavia, può avvalersi della consulenza di professionisti esperti in sicurezza sul lavoro.
Le figure coinvolte nella redazione del DVR includono:
- Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP): supporta il datore nella valutazione dei rischi e nell’implementazione delle misure di sicurezza.
- Medico Competente (MC): valuta i rischi in relazione alla salute dei lavoratori e predispone la sorveglianza sanitaria.
- Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS): viene consultato prima della stesura del DVR e ne riceve una copia.
Contenuto del DVR
Il Documento di Valutazione dei Rischi deve contenere:
- Anagrafica aziendale: dati della società e del Datore di Lavoro;
- Organigramma della sicurezza: elenco delle figure professionali coinvolte (RSPP, MC, RLS, dirigenti, preposti);
- Descrizione del ciclo lavorativo: macchinari, impianti, attrezzature e sostanze chimiche utilizzate;
- Identificazione delle mansioni: ruoli specifici dei lavoratori e rischi connessi;
- Relazione sui rischi: valutazione dettagliata dei pericoli e dei lavoratori esposti (rumore, vibrazioni, radiazioni ottiche artificiali, movimentazione manuale dei carichi, ecc.);
- Piano di prevenzione e protezione: misure di sicurezza adottate, tempi di attuazione e dispositivi di protezione individuali (DPI);
- Programma di miglioramento della sicurezza: interventi necessari per ridurre ulteriormente i rischi.
DVR Standardizzato o Personalizzato?
Le piccole imprese possono adottare il DVR Standardizzato (DVRS), un modello precompilato fornito dalle autorità competenti. Tuttavia, è consigliabile personalizzare il DVR in base alle caratteristiche specifiche dell’azienda. Un DVR generico potrebbe non essere sufficiente in caso di ispezioni da parte degli enti di controllo o a seguito di incidenti sul lavoro.
Quando è obbligatorio redigere il DVR?
Il DVR deve essere redatto nei seguenti casi:
- Avvio di una nuova attività: entro 90 giorni dalla sua apertura;
- Assunzione di un nuovo lavoratore: immediatamente, se l’azienda è già operativa.
Sono esenti dall’obbligo solo i lavoratori autonomi e le imprese familiari, come previsto dall’art. 2222 del Codice Civile.
Revisione del DVR
Non ha una scadenza fissa, ma deve essere aggiornato in caso di:
- Modifiche nei processi produttivi;
- Cambiamenti nell’organizzazione del lavoro;
- Introduzione di nuove attrezzature o sostanze pericolose;
- Nuove mansioni con rischi diversi;
- Scadenze relative a specifici rischi (rumore, vibrazioni, stress lavoro-correlato, ecc.).
Sanzioni per la mancata redazione del DVR
La mancata o incompleta elaborazione del DVR comporta gravi conseguenze per il Datore di Lavoro:
- Ammenda da 3.000 € a 15.000 € e pena detentiva fino a 8 mesi;
- Sospensione dell’attività in caso di reiterata inosservanza;
- Conversione dei contratti di lavoro (da tempo determinato a indeterminato).
Conclusioni
Il DVR è uno strumento fondamentale per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro. La sua corretta redazione e periodica revisione permettono di tutelare la salute dei lavoratori e di evitare sanzioni legali. Per un DVR efficace, è consigliabile affidarsi a esperti in sicurezza sul lavoro che possano adattarlo alle specifiche esigenze aziendali.